Bastardaggine
E’ curiosa la mutazione nel definire lo stato di bastardaggine.
In passato (e non parlo del 1800) aveva una connotazione riferita soprattutto a genealogia incerta: tipicamente casi di madri “sportive” che si concedevano anche ad altri oltre ai mariti, e che come frutto della passione davano alla luce il classico “bastardo”. Praticamente il predestinato ad essere senza padre: quello “legale” non l’avrebbe riconosciuto come figlio, quello “naturale” voleva solo nasconderne l’esistenza.
In termini di razze animali il “bastardo” indica un esemplare dal pedigree incerto, incrocio di razze diverse, senza intenti di selezione delle specie. E non si dica che è una pratica antica, visto che tutt’oggi allevatori nazisteggianti selezionano accuratamente gli accoppiamenti dei propri amati quattrozampe, per ottenere eredi con corredo genetico controllato.
Ma poi il sentire comune comincia a sbloccare l’utilizzo del “bastardo”, lo rende quasi simpatico dall’insulto che era.
A teatro Aldo, Giovanni & Giacomo lo usano simpaticamente nella parodia del ventre materno dove tre improbabili gemelli diversi notano la diversità di Aldo che “ciula il cibo” ai coinquilini e si cucca il classico bastardo ben mimato evocalizzato da Giacomino (bellissima la scena ne I Corti).
Il vate Tarantino costruisce un film antinazista con una squadraccia di ebrei a caccia di nazisti durante la seconda guerra mondiale, capeggiati da un bizzarro tenente con discendenze indiane (i bastardi per l’appunto) che impone lo scalpo per ogni preda delle battute di caccia.
E via anche nella comune conversazione odierna in clima mediamente confidenziale infilare un bastardo non è così grave, specie per indicare comportamenti poco collaborativi o furbeschi, ma che in fondo se non si approvano quantomeno si accettano come accorgimenti scaltri (e che evidentemente avremmo voluto mettere noi in atto).
Nella musica… lascio perdere l’ultimo Sanremo (che volutamente ho ignorato), ma diamine Charlotte Hatherley se lo merita eccome una citazione.
Pubblicato il 27 febbraio 2011 su Notizie e politica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.
mmmh… Antonio mi sa d’italiano. Non dirmi che abbiamo esportato anche la bastardaggine
il made in Italy piace sempre